Mozione 18


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DEL GRUPPO

CASTELFRANCO VENETO 5 STELLE

OGGETTO: “Mozione per una moratoria per la sperimentazione della tecnologia 5G su tutto il territorio comunale e monitoraggio ambientale per la tutela della salute pubblica”.

 

PREMESSO CHE:

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ad esito della consultazione pubblica avviata con la delibera n. 89/18/CONS, ha approvato con delibera n. 231/18/CONS le procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27-27.5 GHz per sistemi di comunicazione elettroniche di quinta generazione (5G).

La tecnologia di comunicazione 5G è in fase di sperimentazione sul territorio nazionale (esclusivamente di tipo tecnico e senza considerare gli impatti sanitari) dal 2017 e s’aggiungerà agli standard ancora esistenti per le tecnologie 2G, 3G e 4G, prevenendo di divenire la tecnologia più rilevante nell’arco di pochissimo tempo.

La previsione di introduzione della nuova generazione di standard 5G è per il 2019-2020, atteso che dal 1 gennaio 2019 sono operative le nuove bande messe all’asta dal Governo.

Numerosi, attendibili e qualificati studi medico-scientifici nazionali ed internazionali, come noto, attestano la potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche, emessi da tecnologie di comunicazione senza fili, con rischi per sistema neurologico, immunitario, endocrino e persino genotossici-tumorali e un aumento di fenomeni patologici di origine ambientale nella popolazione.

La tecnologia 5G si basa su onde millimetriche con frequenze EHF per cui vi è la necessità di un maggior numero di antenne per garantire una copertura ottimale.

I piani del Governo prevedono una copertura del 5G sul 98% del territorio nazionale, non solo per  le cosiddette SMART CITY ma pure nei parchi, aree naturali, zone di campagna e piccoli centri a bassa densità abitativa, per riuscire a servire il 99% della popolazione italiana.

Le tecnologia 5G manca di uno studio a lungo termine della valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una multipla installazione di antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi alle decine di migliaia di Stazioni Radio Base ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G, 3G e 4G oltre ai migliaia di ripetitori Wi-Fi attivi.

Il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti

(SCHEER) della Commissione europea, affermando come il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche” perché le “tecnologie 5G sono molto meno studiate [del 2G, 3G, 4G] per quel che riguarda gli effetti sull’uomo e sull’ambiente”, ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli socio-sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione di tale nuova tecnologia 5G.

Nei paesi industrializzati e occidentali sempre più cittadini negli ultimi decenni manifestano l’insorgenza di sintomi correlati all’esposizione ubiquitaria di campi elettromagnetici, definiti clinicamente e dalla letteratura scientifica come sintomi di “ipersensibilità elettromagnetica”, ovvero Elettro-Iper-Sensibilità o più comunemente meglio nota come Elettro-sensibilità, e che i più comuni sintomi sono mal di testa, eruzioni cutanee, difficoltà di concentrazione, insonnia, tachicardia, stordimento e difficoltà digestive.

Nel 2004 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha organizzato a Praga un convegno su questa patologia con un rapporto ufficiale pubblicato nel 2005 in cui l’Elettro-sensibilità è definita come “un fenomeno in cui gli individui avvertono gli effetti avversi sulla salute quando sono in prossimità di dispositivi che emanano campi elettrici, magnetici o elettromagnetici”.

E’ stato dimostrato in quattro studi (Rea 1991; Havas 2006, 2010; McCarty 2011) che è possibile

identificare persone con ipersensibilità dimostrando che questi soggetti sono realmente ipersensibili se confrontati con i normali controlli.

Altri studi dimostrano che ci sono veri e propri cambiamenti fisiologici nei soggetti con Elettrosensibilità e che due studi (De Luca, Raskovic, Pacifico, Thai, Korkina 2011 e Irigaray, Caccamo, Belpomme 2018) hanno dimostrato che le persone elettro-sensibili hanno alti livelli di stress ossidativo e una prevalenza di alcuni polimorfismi genetici, che potrebbero suggerire una predisposizione genetica.

I ricercatori stimano che circa il 3% della popolazione mondiale ha gravi sintomi associati alla Elettrosensibilità mentre un altro 35% della popolazione ha sintomi moderati come deficit del sistema immunitario o malattie croniche come avviene per altre impossibilità ambientali, l’Elettro-sensibilità presenta una varietà di sintomi ed è spesso associata alla Sensibilità Chimica Multipla alla Fibromialgia e alla Sindrome da Fatica Cronica.

Il Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e l’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011 hanno richiamato gli Stati membri a riconoscere l’Elettro-sensibilità come una disabilità, al fine di dare pari opportunità alle persone che ne sono colpite.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali, per mezzo dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, rispondendo ad una richiesta avanzata dalla “Rete No Elettrosmog” italiana sul riconoscimento dell’Elettro-sensibilità come disabilità, il 16 Giugno 2015 hanno affermato di non disconoscere “l’importanza della tematica”.

Un oramai considerevole numero di studi medico-scientifici internazionali ritiene l’elettrosmog una causa di quattro effetti fisiologici primari: la perdita di tenuta della barriera ematoencefalica, l’interferenza con la produzione di melatonina, la destabilizzazione della regolazione delle membrane cellulari e danni genetici.

Inoltre i campi elettromagnetici interferirebbero con la funzione riproduttiva, compromettendo gravemente il sistema immunitario, endocrino, cardiovascolare e le funzioni neurologiche degli esseri umani. Ne conseguono sintomi di malessere e patologie che variano da un livello medio ad uno grave, come mal di testa, nausea, perdita di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore e cardiaci, sino ai tumori cerebrali, tiroidei e delle ghiandole parotidee e a ingenti danni arrecati al DNA;

Riscontrati gli “effetti nocivi sulla salute umana” il 15 Gennaio 2019 il TAR del Lazio ha quindi condannato i Ministeri di Salute, Ambiente e Pubblica Istruzione a promuovere un’adeguata campagna informativa “avente oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile”, mentre una serie di sentenze emesse nell’ultimo decennio dalla magistratura internazionale e italiana che attestano il danno da elettrosmog, l’elettro-sensibilità e il nesso causale telefonino = cancro, anche oltre ogni ragionevole dubbio (Cassazione 2012), tanto che note compagnie internazionali di assicurazione come Swiss Re e Lloyid’s non ne coprono più il danno.

Nel 2011 la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo e che il 1 novembre 2018 il National Toxicology Program ha diffuso il rapporto finale di uno studio su cavie animali dal quale è emersa una “chiara evidenza che i ratti maschi esposti ad alti livelli di radiazione da radiofrequenza, come 2G e 3G, sviluppino rari tumori delle cellule nervose del cuore”. Il rapporto aggiunge anche che esistono anche “alcune evidenze di tumori al cervello e alle ghiandole surrenali”.

 

E qui si sta parlando ancora di 2G e 3G, ma ora si vuol introdurre in modo ubiquitario, capillare e permanente il 5G.

 

Nel marzo 2018, inoltre, sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), che ha considerato esposizioni alle radiofrequenze della telefonia mobile mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National Toxicologic Program, riscontrando gli stessi tipi di tumore. Infatti, sono emersi aumenti statisticamente significativi nell’incidenza di tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità di campo più alta, 50 V/m. Inoltre, gli studiosi hanno individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni, già riscontrate nello studio dell’NTP: iperplasia delle cellule di Schwann e gliomi maligni (tumori al cervello) alla dose più elevata;

Sono più di duecento gli scienziati indipendenti che, guidati dal Professor Lennart Hardell, hanno sottoscritto l’appello per una moratoria del 5G.

Un altro appello internazionale ha già raccolto le adesioni di ricercatori, cittadini e organizzazioni di quasi 100 paesi e mette a disposizione una bibliografia ricchissima, che attesta numerosi rischi biologici da elettrosmog. In Italia, non da ultimo, una petizione ha già raccolto migliaia di firme e l’associazione ISDE Medici per l’Ambiente ha chiesto al Governo “un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari e una moratoria per l’esecuzione delle sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale sino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario”.

Martin Pall, Professore emerito di Biochimica e Scienze mediche di base, Washington State University (USA) nel Commento dell’8 Ottobre 2018 alle Linee Guida dell’ICNIRP e alle relativi Appendici sui Limiti per l’Esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo (da 100 KHz a 300 GHz) denuncia il pericolo per la salute umana derivabile dall’elettrosmog e dal 5G. L’ICNIRP è una ONG privata che funge da consulente ufficiale del WHO ma di reputazione tutt’altro che trasparente, di origini poco chiare e vicina alle aziende (tutte cose denunciate dallo stesso Consiglio d'Europa), di cui dovrebbe controllare le tecnologie.

In Germania il Comune di Ravensburg ha predisposto la creazione di zone senza il 5G proprio a tutela dei cittadini ammalati di Elettrosensibilità. Fasce di rispetto sono previste anche dal nostro D.P.C.M. 8 luglio 2003 recante “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”, ma sarà impossibile attuare tali zone sia in Italia, sia in Germania a causa delle copertura ubiqua del 5G, assicurata anche dal lancio di 12000 satelliti 5G intorno alla terra; le soglie limite per l’intensità di campo elettrico in Italia all’aperto variano da 20 a 60 V/m, prudentemente più basse della media Europea (ma sempre troppo alte per il Consiglio d’Europa), saranno necessariamente aumentate in modo acritico per far fronte alle esigenze del 5G. Uno studio del 2019 del Dipartimento tematico per le politiche economiche, scientifiche e di qualità della vita del Parlamento Europeo afferma testualmente, riguardo le radiazioni e la sicurezza del 5G: “Una preoccupazione significativa sta emergendo per il possibile impatto sulla salute e sulla sicurezza derivante da un'esposizione potenzialmente più elevata alle radiazioni elettromagnetiche derivanti dalla tecnologia 5G.

 

CONSIDERATO CHE:

Proprio per le peculiari caratteristiche considerate, sperimentazioni e adozioni di tali nuove tecnologie rischiose per umanità ed ecosistema dovrebbero avere una valutazione preliminare sull’impatto e prendere in considerazione il rischio attribuibile a tale intervento prima che lo stesso sia realizzato, potendo fare ancora valutazioni ex-ante sul se e come realizzarli.

Si individua l’ARPAV come Ente adibito a rilasciare il parere tecnico in merito alla compatibilità di un progetto inerente la richiesta e il rilascio dell’autorizzazione all’istallazione e alla modifica degli impianti, attraverso la verifica dei campi elettromagnetici.

Si individua il Comune quale ente competente in ambito territoriale al rilascio dell’autorizzazione per

l’istallazione e la modifica degli impianti per telecomunicazioni e radiodiffusione.

Spetta al Sindaco la responsabilità penale, civile, amministrativa, di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale.

Spetta al Sindaco, nella Sua veste di ufficiale di Governo e massima autorità sanitaria locale in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3-ter del D. L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibili per i cittadini di adottare l’adozione delle migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione.

Con Delibera n. 231/12/CONS l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha individuato 120 piccoli centri pilota sul nostro territorio su cui sperimentare la tecnologia 5G e, con Avviso del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) del 16/03/2017, anche le cinque aree metropolitane di Bari, Matera, Milano, L’Aquila e Prato.

Ogni giorno in Italia, compaiono articoli sul taglio di alberi, in molti casi sani a detta degli articolisti, in altri dichiarati malati e sostituiti da alberi che non cresceranno più di 3 metri: citando solo Comuni e città nella prima pagina di ricerca in Google, Badia Polesine, Bracciano, Cerveteri, Civitavecchia, Crotone, Firenze, Milano, Palermo, Pescara, Prato, Roma e innumerevoli altri.

Audita il 26 Febbraio 2019 presso la Commissione (IX) Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, la dott.ssa Fiorella Belpoggi, scienziata dell’Istituto Ramazzini, direttrice del Centro per la Ricerca sul Cancro “Cesare Maltoni”, riferendosi ai pericoli socio-sanitari del 5G ha poi affermato nella successiva conferenza stampa di Montecitorio organizzata con l’alleanza italiana “STOP 5G” come “non si capisce perché le aziende chimiche e automobilistiche facciano studi e test prima di immettere sul mercato nuovi prodotti, al contrario delle aziende di telefonia mobile. L’introduzione senza studi sulle conseguenze ambientali e sulla salute umana ed animale del 5G e delle passate generazioni di reti di trasmissione wireless, nonostante gli allarmi, sembra non aver insegnato nulla ai governi rispetto alle lezioni del passato: i governi dovrebbero prendere tempo in attesa di valutazioni accurate sulla pericolosità di questa tecnologia innovativa con studi sperimentali appropriati. Si tratta a questo punto solo di volontà politica, agire per garantire la salute pubblica sarebbe solo un fatto di democrazia”.

Ascoltata il 26 Febbraio 2019 presso la Commissione (IX) Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, la dott.ssa Stefania Borgo di ISDE Italia, Medici per l’Ambiente, riferendosi ai pericoli sociosanitari del 5G ha poi affermato, nella successiva conferenza stampa di Montecitorio organizzata con l’alleanza italiana “STOP 5G”,come “le radiofrequenze utilizzate nella tecnologia 5G hanno mostrato in molti studi animali una non trascurabile tossicità legata ad effetti biologici, ed in particolare sul DNA, in grado di indurre tumori e alterazioni di diversi apparati, riproduttivo, metabolico e sistema nervoso ed è pertanto altamente auspicabile che in questo caso si applichi il principio di precauzione, sulla base del quale è raccomandato condurre, una adeguata sperimentazione da parte di una agenzia altamente competente, indipendente e senza conflitti di interesse, una ricerca sufficientemente lunga da poter evidenziare effetti di tossicità cronica utilizzando modelli e metodi diversi in grado, quindi, di evitare differenti effetti biologici”.

Il 2 Marzo 2019 presso Vicovaro (Roma) si è tenuto il 1° meeting nazionale “STOP 5G” promosso dall’alleanza italiana “STOP 5G”, a cui hanno aderito numerose associazioni e comitati di malati e preso parte note figure di riferimento della medicina e della scienza italiana e che dall’assise ne è poi uscito un consenso in una risoluzione in cui si chiede al Ministro della Salute di promuovere uno studio preliminare nazionale sugli effetti biologici delle tecnologie di trasmissione radio in  tecnologie 4G e 5G presso un ente indipendente e privo di conflitti d’interessi con l’industria, valutata la disponibilità dell’Istituto Ramazzini e di istituire una commissione di vigilanza permanente per il monitoraggio degli effetti dei campi elettromagnetici, individuando membri della scienza e medicina indipendente, un coordinamento tra le associazioni dei malati.

 

 

TUTTO CIO’ PREMESSO, CHIEDIAMO:

  • Di esprimere (sino a quando non sarà garantita la completa sicurezza di questa nuova tecnologia) parere negativo riguardo l’estensione sul territorio comunale della nuova tecnologia 5G, aderendo alla richiesta di moratoria, promuovendo allo stesso tempo soluzioni tecnologiche sicure e a basso impatto ambientale e sanitario, quali il cablaggio al posto del pericoloso wireless, cominciando dai luoghi maggiormente sensibili di permanenza continuativa delle persone più a rischio (scuole, uffici pubblici, ecc…);
  • di astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove tecnologie che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale;
  • di minimizzare il rischio sanitario sui campi elettromagnetici promuovendo un tavolo tecnico

             sanità/ambientale volto a monitorare le ripercussioni dei campi elettromagnetici su       popolazione ed ecosistema, individuando membri della scienza e della medicina indipendente             coinvolgendo unitamente un coordinamento locale tra le associazioni dei malati e cittadinanza        attiva;

  • attivando servizi da parte degli Enti competenti in materia, ASL e ARPAV anche con l’ausilio del mondo accademico universitario e degli istituti di ricerca indipendenti, promuovano un sistema di monitoraggio ambientale e sanitario in merito a possibili effetti indesiderati della tecnologia 5G sulla popolazione nelle aree individuate per l’eventuale installazione degli impianti;
  • la riaffermazione della tutela e della salvaguardia della salute umana e della tutela ambientale come valori di rilievo costituzionale, nonché beni inalienabili (articolo 9, secondo comma e articolo 32, primo comma) inoltrando con pertinente delibera di Giunta del Comune di Castelfranco Veneto ai Ministeri di Ambiente, del Territorio e della Tutela del mare, della Salute e dello Sviluppo economico anche agli effetti dell’articolo 328 del C.P. quale esclusione di colpa lieve per i destinatari e valga, altresì, ad interrompere e/o impedire il decorrere di qualsivoglia termini di prescrizione e/o decadenza, considerando altresì che i destinatari della presente saranno ritenuti responsabili di tutti i danni subiti e subendi dai concittadini del Comune di Castelfranco a seguito della mancata adozione dei predetti provvedimenti deliberati;
  • di deliberare un’ordinanza contingibile e urgente per sospendere il 5G sul territorio amministrato in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer e da pareri del Ministero della Salute , applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze pericolose per l’uomo;

 

A tal proposito citiamo che molte Regioni/Province/Comuni d’Italia hanno presentato atti “STOP 5G” e, fermandosi alla nostra sola Regione:

Regione Veneto

Comuni Veneti in cui sono state approvate mozioni/delibere/atti Stop 5G : Comune di Camponogara (Venezia) MOZIONE APPROVATA, Comune di Cinto Euganeo (Padova) DELIBERA APPROVATA, Comune di Gambugliano (Vicenza) MOZIONE APPROVATA, Comune di Laghi (Vicenza) DELIBERA APPROVATA, Comune di Sovizzo (Vicenza) MOZIONE APPROVATA

Comuni Veneti con ordinanza urgente e contingibile Stop 5G emanata dal Sindaco del Comune di

Montegrotto Terme (Padova) , Comune di Torreglia (Padova), Comune di Tribano (Padova) , Comune di Baone (Padova)

La lista completa è disponibile su: https://www.alleanzaitalianastop5g.it .

Si chiede infine che la presente mozione in oggetto venga discussa durante il prossimo Consiglio Comunale e che venga data risposta per iscritto.