Mozione 13


IL SITO WEB UFFICIALE

DEL GRUPPO

CASTELFRANCO VENETO 5 STELLE

MOZIONE

 

Oggetto: installazione di strumenti di deterrenza e sanzionatori contro l’abbandono di rifiuti sul territorio comunale

PREMESSO CHE

  • Le discariche abusive, di qualsiasi entità̀, provocano un impatto rilevante sul territorio in termini di rischio sanitario ed ambientale, oltre a ledere il decoro urbano della nostra città.
    • Oltre al danno ambientale e sanitario sussiste anche quello economico, in quanto l’amministrazione comunale deve affrontare i costi di intervento per la rimozione dei rifiuti.
    • L’articolo 192 del decreto legislativo 152/2006 ‘Norme in materia ambientale’ vieta infatti

l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti sul suolo e nel suolo e l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stadio solido o liquido, nelle acque superficiali o sotterranee. Chi non rispetta la norma è punito ai sensi dell’articolo 255: chi abbandona o deposita rifiuti è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 105€ a 620€. Se l'abbandono di rifiuti sul suolo riguarda rifiuti non pericolosi e non ingombranti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25€ a 152€. Inoltre, il responsabile dell’abbandono di rifiuti è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghi. Lo stesso obbligo ricade sul proprietario o conduttore dell’area. Il Sindaco “dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere” (art. 192). Se il responsabile di tali fatti non ottempera all’ordinanza è punito con l’arresto fino a un anno (art. 255). Se il responsabile non viene individuato, il Sindaco ordina la rimozione dei rifiuti e il ripristino dei luoghi, a spese del comune. Salvo, successivamente, recuperare dai soggetti obbligati le somme spese.
• L’art.1 comma 1 della Legge 38/2009, che ha convertito in legge il Decreto legislativo 11/2009, prevede che per la tutela della sicurezza urbana, i Comuni possono utilizzare sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico e che la conservazione dei dati, delle informazioni e delle immagini raccolte mediante l’uso di sistemi di videosorveglianza è limitata ai sette giorni successivi alla rilevazione, fatte salve esigenze di ulteriore conservazione.
• L’autorità̀ garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento dell’8 aprile 2010 (Gazzetta Ufficiale n. 39 del 29 aprile 2010), stabilisce che i soggetti pubblici, in qualità di titolari del trattamento (art. 4, comma 1, lett. F del Codice), possono trattare i dati personali nel rispetto del principio di finalità, perseguendo scopi determinati, espliciti e legittimi (art. 11, comma 1, lett. B del Codice), soltanto per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.
• L’abbandono dei rifiuti è un fenomeno purtroppo presente anche nel nostro territorio. Sono note le zone del territorio dove abitualmente persone incivili scaricano ed abbandonano rifiuti, talvolta pericolosi (vedasi foto allegate alla mozione).
• La tipologia di rifiuto che viene spesso abbandonato non è solo quello di origine domestica ma anche rifiuti speciali come scarti edili, rifiuti RAEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche) e rifiuti ingombranti.

  • i cittadini di Castelfranco V. si impegnano nella raccolta differenziata e i loro sforzi vengono parzialmente vanificati da questa mancanza di senso civico.



CONSIDERATO CHE

  • la gestione dei   rifiuti, la   completa differenziazione di essi e, più in generale, il rispetto dell’ambiente sono la prima delle 5 stelle del MoVimento;
  • una delle più efficaci ed economiche è la videosorveglianza tramite "Foto-trappole",
    strumenti con involucro mimetico, movibili all’ occorrenza, in grado di rilevare   movimenti   e  di fotografare anche in ambienti   notturni o di scarsa  luminosità̀  riuscendo a immortalare, senza dare alcun segnale di presenza, persone ed eventuali veicoli nella flagranza di abbandono di rifiuti. Sono in grado di registrare video ed immagini su memoria SD o inviarle via e-mail tramite una SIM card;
  • le normali telecamere, per essere alimentate, necessitano di allacciamento elettrico, sono a vista e non si possono spostare   mentre le   foto trappole sono mimetiche,    si   ricaricano con   l’energia   solare,   sono mobili e  resistenti alle  intemperie;
  • Il costo di   queste   attrezzature   (dai  350  ai  500  euro  circa  l’una)   potrebbe   essere ammortizzato   dall’introito di eventuali  sanzioni e che questi dispositivi sono già̀ stati sperimentati con successo in altri comuni;

Il Consiglio Comunale

 

Impegna

 

 il Sindaco e l’assessore competente

 

  • a mappare e bonificare le zone di abituale abbandono rifiuti, sottoponendole a ispezioni più frequenti;
    • a valutare l’acquisto di foto-trappole per ottenere un effetto di deterrenza e, in extrema ratio, prove certe dei reati di inquinamento con conseguenti facilitazioni nell’emissione delle relative sanzioni amministrative o penali;
    • a valutare l’installazione di opportuni segnali da apporre ai confini comunali per avvisare anche i viaggiatori in transito della sorveglianza in atto contro l’abbandono dei rifiuti.