INTERROGAZIONE 7


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DEL GRUPPO

CASTELFRANCO VENETO 5 STELLE

OGGETTO:   INTERROGAZIONE Torrente Muson e fossati

 

PREMESSO CHE

  1. Su segnalazione dei cittadini, informiamo che, lungo gli argini del torrente Muson, precisamente nel tratto che va dall’attuale deposito degli autobus sino al ponte della Madonnina; si rileva da un anno circa, un aumento di rifiuti allarmante. Il degrado è ormai evidente. Rifiuti prevalentemente di origine plastica e di ogni dimensione, costellano le rive e il letto del fiume, costituendo un’immagine d’insalubrità e di abbandono dello stesso.

 

  1. Allo stesso modo rileviamo sostanze, apparentemente inquinanti (schiuma bianca) anche sul fossato che costeggia la Zona Industriale di Via Lovara

 

CONSIDERATO CHE

 

  1. A) i rifiuti abbandonati nell’area rappresentano un forte elemento di degrado ed al tempo stesso una causa di inquinamento ambientale dell’area. continuare ad ignorare la serietà della situazione attuale, corrisponde ad autorizzare la creazione di una vera e propria discarica a cielo aperto; i rifiuti plastici, se non si prenderanno provvedimenti, rilasceranno particelle nocive per la salute umana e per l’ambiente; il materiale inquinante depositato sul greto del fiume Muson, finirà per riversarsi in mare aperto, pregiudicando la qualità delle acque del nostro mare.

Alcuni cittadini, monitorando il torrente in diversi momenti dell’anno, hanno constatato un

peggioramento graduale delle condizioni degli argini e del corso d’acqua.

Appurato che l’abbandono incontrollato di rifiuti, continua anche oggi, (l’ultima osservazione risale al 29.03.17); risulta quindi evidente la necessità di un immediato intervento di bonifica, volto a eliminare i rischi sanitari e a evitare l'inquinamento idrogeologico del torrente Muson e delle acque superficiali o di falda, nonché di tutta l’area adiacente gli argini del corso d’acqua.

 

  1. B) La schiuma bianca presente sul fossato di Via Lovara (Zona Indutriale), visto il dubbio aspetto, è presumibilmente inquinante per le acque di superficie, per le falde e per il territorio circostante.

 

 

                                                            TENUTO CONTO CHE

 

l’art. 3ter del decreto legislativo n. 152/2006 prevede il principio dell’azione ambientale, secondo il quale “la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private mediante un’adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva e degli altri principi europei; - il principio di precauzione vincola i privati e le scelte politico – amministrative degli organi pubblici preposti; -il principio di precauzione postula l’esistenza di un rischio anche solo potenziale per la salute e per l’ambiente, senza necessità di evidenze scientifiche dimostrate e consolidate sulla correlazione tra la causa, oggetto di divieto o limitazione, e gli effetti negativi che ci si prefigge di eliminare o ridurre (Cons. Stato, III,6 febbraio 2015, n. 605; Cons. Stato, V, 11 luglio 2014, n. 3573; - l’art. 192 del decreto legislativo n.152/2006, al primo comma, proibisce l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo; il secondo comma vieta di immettere rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee ed impone al Sindaco di intervenire, ove il colpevole dell’abbandono di rifiuti non proceda alla rimozione, all’avvio a recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghi; se il responsabile non viene individuato, il sindaco ordina la rimozione e il ripristino dei luoghi, a spese del Comune. Salvo, successivamente, recuperare le somme spese, dai colpevoli della violazione; - all’art. 256, 3° comma, del decreto legislativo n. 152/2006, di recente, è stata introdotta la Legge 22 maggio 2015, n. 68, che disciplina una risposta sanzionatoria a fenomeni criminali di massiccio, quando non irreparabile, inquinamento dell’ecosistema prima affidata all’utilizzo del cd. disastro “innominato” previsto dall’art. 434 del codice penale;  in ogni caso, “ai sensi dell'articolo 14 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285, (noto come Codice della strada), spetta agli enti proprietari provvedere alla loro manutenzione, gestione e pulizia, comprese le loro pertinenze e arredo, nonché attrezzature, impianti e servizi e, quindi, non limitatamente al solo nastro stradale, ma anche alle piazzole di sosta, onde siano garantite la sicurezza e la fluidità della circolazione”, laddove il successivo art. 15 disciplina gli atti vietati su strade e loro pertinenze.

 

                                                                    RITENUTO CHE

 

Il Comune debba fare il possibile e quanto di sua competenza per tutelare la salute umana e ambientale, nonché evitare ogni fonte di inquinamento dei terreni, delle acque superficiali o di falda e di quelle che scorrono nel torrente Muson, riversandosi, successivamente, in mare;

 

 

                                     INTERROGA IL SINDACO PER CONOSCERE E SAPERE

 

  1. Se gli è nota l’esistenza dell’inquinamento in oggetto;
  2. Se, anche nella sua veste di Autorità Sanitaria, siano mai stati individuati i responsabili dello scarico abusivo di rifiuti nonché sostanze inquinanti, nell’area interessata ed in caso affermativo,

 

 

 

se sia stata interessata l’Autorità Giudiziaria, anche ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 256, 3° comma, del decretolegislativo n. 152/2006;

  1. Se sia Suo intendimento, urgente ed immediato e, per il M5S di Castelfranco Veneto, assolutamente irrinunciabile e necessario mettere in atto procedimenti per la bonifica degli argini del torrente Muson, e per un intervento tempestivo per il fossato di Via Lovara.
  2. Se sia Suo intendimento, urgente ed immediato e, per il M5S di Castelfranco Veneto, assolutamente irrinunciabile e necessario mettere in atto procedimenti per la prevenzione di qualsivoglia atto che causi inquinamento agli argini, ai territori limitrofi, alle acque superficiali o di falda e di quelle che scorrono nel torrente Muson, nel fossato di Via Lovara, e in qualsiasi corso d’acqua del nostro territorio.

 

ALLEGATI: n°6 fogli (Documentazione fotografica)