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MOZIONI ED INTERPELLANZE PRESENTATE NEI CONSIGLI COMUNALI

Castelfranco Veneto, lì 24 Novembre 2017

 

Mozione Vaccini

 

 

Abbiamo presentato questa mozione per tutelare tutti i bambini da ingiuste e assurde interpretazioni della legge di dirigenti scolastici poco informati, e garantire loro il diritto di frequentare la scuola senza discriminazioni.

 

21/11/2017 ULTIMA ORA: Ci è giunta ora la comunicazione da parte del segretario comunale che la mozione sui vaccini che avevamo presentato e inserita nei punti del consiglio comunale che si terrà Venerdì 24 Novembre ore 2045, è stata tolta dall'ordine del giorno del consiglio perchè non di pertinenza comunale.

Pd, Lega, Lista Fiscon e Lista Milani hanno voluto fare orecchie da mercante e non vogliono assumersi impegni nemmeno nel far rispettare la legge.

Vi invitiamo a MANIFESTARE venerdi sera difronte al consiglio comunale perchè il sindaco si impegni perlomeno a parlare con i dirigenti scolastici per far capire loro che stanno trasgredendo alla legge...è un suo dovere e un nostro diritto avere risposte (non politichesi) concrete.

TUTTI I BAMBINI ESCLUSI DEVONO ESSERE REINTEGRATI NELLE SCUOLE COME PREVEDE LA LEGGE.

Invitate più persone che potete anche se da fuori comune.

Ci vediamo venerdì 24 ore 2045 davanti al Comune di Castelfranco V.

 

MOZIONE

 

Premessa.

Le circolari non hanno valore di norma di legge ma come scritto chiaramente nell’oggetto delle stesse sono “disposizioni operative per l’attuazione” della legge. Le stesse infatti sono destinate agli operatori pubblici coinvolti e non possono variare la sostanza del dettato

normativo (corte di cassazione n. 5137/2014).

Viste le disposizioni additive (rispetto al testo di legge 119/17) delle circolari emesse dal MIUR e dal Ministero della Salute le quali sono espressamente la causa di tutto il caos verificatosi tra famiglie e istituti scolastici (Infanzia, primaria e secondaria) perché il più delle volte non conformi alla norma, si descrivono gli obiettivi e la proposta di azione per il Comune al fine di permettere il rispetto totale del testo di legge e di evitare discriminazioni dei bambini (con conseguenti azioni legali dei genitori nei confronti di dirigenti ed enti locali coinvolti).

Questa legge probabilmente incostituzionale e lesiva di una miriade di diritti nei confronti sia dei bambini che dei genitori ma più in generale di quei diritti ritenuti inalienabili previsti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (recepita e ratificata dal Governo Italiano con lalegge 848/1955).

Inoltre è stata scritta in modo tale da riconoscere in maniera evidente che non sussistono i presupposti in capo alla sua formulazione, in quanto “l'obbligo" può essere estinto con il pagamento della relativa sanzione.

Viene a mancare quindi il presupposto tanto pubblicizzato legato alla cosiddetta “immunità di gregge” che non si fonda sul pagamento di una somma in denaro “una tantum”. Certamente questa legge crea discriminazione escludendo la fascia 0-6 anni dal poter frequentare la comunità scolastica andando contro ai fondamenti costituzionali e alla legge 176 del 1991

(Ratifica della Convenzione dei diritti del fanciullo, NY 20.11.1989) e al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, che equipara, di fatto, la scuola dell’infanzia alla scuola primaria e secondaria come fondamenta del sistema di istruzione.

 

Obiettivi:

1. Far rispettare l’accettazione della documentazione come previsto dalla Legge 119/17 sia per le scuole dell’infanzia che per le scuole dell’obbligo.

 

Pertanto alternative previste per Legge sono:

a) idonea documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione prevista per legge; perciò copia dei libretti delle vaccinazioni effettuate autenticato dalla ASL

b) documentazione comprovante avvenuta immunizzazione

c) documentazione comprovante omissione o differimento con relative attestazioni delle motivazioni (pediatra SSN)

d) copia formale richiesta di vaccinazione alla ASL territoriale.

 

La dichiarazione sostitutiva (ai sensi del DPR 445/2000) è prevista per Legge solo in alternativa al caso a) per il quale viene posto il termine ultimo del 10/03/2018 per la presentazione della idonea documentazione ovvero copia del libretto autenticato con le

vaccinazioni obbligatorie eseguite.

Per chi consegna la formale copia di appuntamento per la vaccinazione all'istituto scolastico non è previsto un termine di consegna della copia del libretto di vaccinazione (o certificato di vaccinazione) ma il dettato normativo sottolinea solamente che le vaccinazioni saranno eseguite entro la fine dell'anno scolastico andando in contrasto con il calendario vaccinale previsto.

 

2. Garantire che non vengano emessi provvedimenti di espulsione o diniego di accesso alla scuola dell'infanzia non contemplati nella legge se non per effetto della decadenza dell’iscrizione prevista solo dall’anno scolastico 2019/20 (Art. 3bis).

La legge cita sì, che la presentazione della documentazione è requisito di accesso alla scuola dell’infanzia (Art.3 comma 3) ma la cita relativamente al momento dell’atto dell’iscrizione che se superato positivamente non presenta altre criticità.

 

3. 10 marzo 2018 è la data preposta per il seguente a.s. (Art.5 comma 1) per la presentazione della documentazione comprovante le vaccinazioni in copia autenticat solo per chi si era avvalso della possibilità di usare l’autocertificazione consegnata entro il 10 settembre 2017. Come soprascritto chi ha presentato la copia di richiesta di vaccinazione non ha questa incombenza e quindi si sottolinea che non dovrà essere utilizzata come data termine per espulsioni o sospensioni della frequenza.

Le varie circolari hanno introdotto in modo arbitrario parole non contemplate nel dettato normativo quali:

“Esclusione dal servizio educativo” circolare 0025233 del 16/08/2017 Ministero della Salute.

 

a)“Accesso ai servizi” circolare 0001622 del 16/08/2017 MIUR.

b) “Diniego di accesso ai servizi” circolare congiunta 0001679 del 01/09/2017 MIUR e Ministero della Salute.

 

Infatti il testo di legge presenta come scritto sopra “l’accesso ai servizi” riferito all’atto di iscrizione e la decadenza della stessa dal a.s. 2019/20, senza contemplare nessun altro percorso riferito alle scuole e alla frequenza. Mentre specifica in modo dettagliato il proseguo in caso di inadempimento all’obbligo vaccinale riferito al USL e alle sanzioni previste (Art. 1 comma 4).

 

Coinvolgimento del sindaco:

 

Il Sindaco in particolare ha funzioni specifiche rispetto all'ambito sanitario, in determinate situazioni, superiore a qualunque altra autorità sul territorio comunale in materia di “sicurezza”, “igiene” e “sanità”.

Ai sensi dell'art. 50 del D.Lgs.267/2000 il Sindaco 'adotta le ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale'.

Il medesimo concetto in cui il Sindaco è autorità sanitaria locale era già espresso nell'art.32 della Legge 833/1978 e nell'art.117 del D.lgs. 112/1998.

La circolare del Ministero della Sanità che attua la Legge 119 si occupa di questo aspetto, perimetrando la casistica in cui il Sindaco può adottare tali ordinanze contingibili e urgenti lo fa con una forzatura illegittima, in quanto, una circolare ministeriale non ha la forza

di una legge, a cui il Sindaco è anzitutto soggetto.

Quali sono quindi i presupposti di legge per potere adottare le ordinanze contingibili ed urgenti?

 

Bisogna trovarsi in situazioni:

- di pericolo effettivo, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, suffragando la sussistenza di questa condizione con istruttoria adeguata e congrua motivazione;

- non 'tipizzate', per le quali sia impossibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall’ordinamento giuridico; non devono cioè essere adottabili rimedi amministrativi di carattere ordinario.

 

Riferimenti:

Consiglio di Stato, Sezione 5, Sentenza 25 maggio 2012, n. 3077

Consiglio di Stato, Sezione 5, Sentenza 20 febbraio 2012, n. 904.

 

Per quanto sopra citato, è abbastanza chiaro che il Sindaco è spesso coinvolto nella fase attuativa sulle modalità di rispetto del provvedimento.

In passato, almeno in Veneto, al Sindaco si faceva ricorso; il Sindaco decideva e poi emanava ordinanza di ingiunzione, essendo responsabile della sua attuazione.

La Regione Veneto mette in capo al Sindaco con il D.G.R. n. 1935 del 29 novembre 2016 (misure straordinarie per il recupero delle coperture vaccinali) “la valutazione sul rischio individuale e/o collettivo di ammissione di bambini non vaccinati o vaccinati in modo

incompleto.”

Il Sindaco è l'Autorità Sanitaria Locale delegata dalla Regione ad assumere la decisione d allontanare il bambino dalla struttura o di non ammetterlo alla frequenza.

Allegato B alla D.G.R. n. 1935 del 29 novembre 2016 prevede alla pagina 4 (Descrizione delle attività, modalità operative e responsabilità) la responsabilità del Sindaco per quanto segue:

-“In presenza di situazioni di rischio, l’Autorità Sanitaria Locale, dispone il temporaneo allontanamento dei bambini non vaccinati o la non ammissione alla frequenza alla comunità infantile”.

In luogo a quanto sopra citato il Sindaco configurandosi da filtro tra Istituti scolastici e ASL territoriale permetterà una corretta gestione (in virtù del fatto che non esistono situazioni di rischio nel territorio) e applicazione della Legge 119/2017 soprattutto garantendo la tutela della Privacy e del rispetto del diritto dei bambini di non essere discriminati.

 

Si chiede quindi:

Fintanto che non sussistano problemi di tipo sanitario locali di urgenza immediata, nessun bambino venga escluso dalla frequentazione scolastica (fascia 0-6) in forza della stessa legge (D.L 73/2017 convertito Legge 119/2017) che non prevede nessun proseguo (azione di esclusione) scolastico sulla frequenza dei bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati, se non con la decadenza dall’iscrizione dal a.s. 2019/20 sempre riferito all’atto dell’iscrizione.

 

Si evidenzia che la non corretta applicazione della legge 119 creerà un serio problema sociale con l’esclusione di centinaia di bambini dall’accesso alla scuola.

 

Si chiede inoltre una risposta alla lettera protocollata e a lei consegnata in data 5 Settembre 2017 (con Oggetto: Legge n. 119 del 31 Luglio 2019) , sottoscritta da più di 100 genitori di Castelfranco Veneto, che le chiedevano quali fossero le intenzioni di questa amministrazione per garantire il diritto allo studio dei propri figli e il modo di rispettare la libertà genitoriale.