Piano di Polizia Rurale

 

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PIANO DI POLIZIA RURALE

SOMMARIO................................................................................................................................................................................1

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI...............................................................................................................................................2

ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO E AMBITO DI APPLICAZIONE….....................................................................................2

ART. 2 - OBIETTIVI PIANO DI AZIONE NAZIONALE PER L'USO SOSTENIBILE DEI PRODOTTI FITOSANITARI.............................................................................................................................................................................2

ART. 3 - ART. 3 - PROTEZIONE "GRUPPI VULNERABILI" E AMBIENTE.........................................................................................3

CAPO II - TUTELA DEL PAESAGGIO..............................................................................................................................................3

ART. 4 - AMBITI DI TUTELA..........................................................................................................................................................3

ART. 5 - DIVIETI............................................................................................................................................................................3

ART. 6 - INTERVENTI AMMESSI....................................................................................................................................................3

CAPO III - INTERVENTI FITOIATRICI E MALATTIE DELLE PIANTE...................................................................................................4

ART. 7- DERIVA DI PRODOTTI FITOSANITARI E LORO COADIUVANTI...........................................................................................4

ART. 8 - TUTELA DELLE AREE DESTINATE ALL'ESERCIZIO DI ATTIVITÀ AGRICOLE BIOLOGICHE....................................................4

ART. 9 - IRRORAZIONE CON PRODOTTI FITOSANITARI E LORO COADIUVANTI IN PRESENZA DI VENTO…………………………………....5

ART.10 - DIVIETI IN TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE................................................................................................................5

ART.11 - IMPIEGO DI PRODOTTI FITOSANITARI E LORO COADIUVANTI NEI CENTRI ABITATI ED ALTRE AREE SENSIBILI E

SULLE STRADE PUBBLICHE O DI USO PUBBLICO (DECRETO REVOCA UTILIZZO DEL GLYPHOSATE)...............................................5

 

ART. 12 - FASCE DI RISPETTO E USO DI ATOMIZZATORI E NEBULIZZATORI SUL TERRITORIO COMUNALE………………………………....6

ART. 13 - RIDUZIONE DELLE FASCE DI RISPETTO............................................................................................................................6

ART. 14 - IRRORAZIONE CON MEZZI AEREI.....................................................................................................................................6

ART. 15 - IRRORAZIONE CON PRODOTTI FITOSANITARI, LORO COADIUVANTI ED ERBICIDI IN PROSSIMITÀ DI CORPI IDRICI..…...7

ART. 16- ACCESSO A FONDI TRATTATI CON PRODOTTI FITOSANITARI E LORO COADIUVANTI......................................................7

ART. 17 - LIMITAZIONI AL TRATTAMENTO DELLE PIANTE CON PRODOTTI FITOSANITARI E LORO COADIUVANTI IN

PERIODO DI FIORITURA. (ORDINANZA SINDACO COMUNE CAERANO SAN MARCO.....................................................................7

 

ART. 18 - DISTRIBUZIONE DI ESCHE AVVELENATE..........................................................................................................................8

ART. 19 - COMPILAZIONE REGISTRO DEI TRATTAMENTI................................................................................................................8

ART. 20 - ACCENSIONE FUOCHI NEI FONDI.....................................................................................................................................8

ART. 21 - ABBRUCIAMENTO DI MATERIALE VEGETALE PRODOTTO NEL FONDO............................................................................8

ART. 22 - FORMAZIONE DEL PERSONALE ADDETTO ALL'APPLICAZIONE.........................................................................................9

CAPO IV- SANZIONI E NORME PROCEDIMENTALI...........................................................................................................................9

ART. 23 - DISPOSIZIONI PER L'ACCERTAMENTO E APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE…………………………….………....9

ART. 24 - ENTRATA IN VIGORE.........................................................................................................................................................9

 

 

Capo I - Disposizioni generali

 

Art. 1 - Oggetto del Regolamento e ambito di applicazione

1. Fermo restando il rispetto della normativa comunitaria, nazionale, regionale in materia di utilizzo

dei prodotti fitosanitari, è fatto obbligo a chiunque impieghi prodotti fitosanitari - per scopi

agricoli produttivi e non produttivi- di porre ogni precauzione per assicurare la pubblica

incolumità e per il rispetto della proprietà pubblica e privata evitando danni a persone, animali e

cose.

2. Il presente Regolamento disciplina la gestione e l'uso dei prodotti fitosanitari e si applica

integralmente al territorio comunale per tutte le colture agrarie presenti, tanto arboree quanto

erbacee. Sono tenuti al rispetto delle prescrizioni del presente regolamento tutte le aziende agricole,

aziende familiari o altri soggetti con produzione sia da reddito che da autoconsumo.

 

Art. 2 - Obiettivi di questo Regolamento di Polizia Rurale

Il presente Regolamento fa riferimento al D.Lgs. 14 agosto 2012 n. 150 "Attuazione della

direttiva 2009/1128/CE, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo

sostenibile dei pesticidi", ed al "Piano d'Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti

fitosanitari". In particolare, il Piano d'Azione Nazionale si prefigge di guidare, garantire e

monitorare un processo di cambiamento delle pratiche di utilizzo dei prodotti fitosanitari verso forme

caratterizzate da maggiore compatibilità e sostenibilità ambientale e sanitaria. Si richiamano gli

obiettivi del D.M. 22/01/2014 (PAN):

a. ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull'ambiente e sulla

biodiversità;

b. promuovere l'applicazione della difesa integrata, dell’agricoltura biologica e di altri approcci

alternativi; (la difesa integrata obbligatoria è legge dal 01/01/2014, non serve promuoverla)

c. proteggere gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari e la popolazione interessata;

d. tutelare i consumatori;

e. salvaguardare l'ambiente acquatico e le acque potabili;

f. conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi.

e per il raggiungimento di questi obiettivi, il PAN, in via prioritaria, si propone di:

g. assicurare una capillare e sistematica azione di formazione sui rischi connessi all’impiego dei

prodotti fitosanitari;

h. garantire un’informazione accurata alla popolazione, circa potenziali rischi associati all’impiego dei

prodotti fitosanitari;

i. assicurare una capillare e sistematica azione di controllo, regolazione e manutenzione delle

macchine irroratrici;

j. prevedere il divieto dell'irrorazione aerea, salvo deroghe in casi specifici

k. prevedere specifiche azioni di protezione in aree ad elevata valenza ambientale e azioni di tutela

dell’ambiente acquatico;

l. prevedere che le operazioni di manipolazione, stoccaggio e smaltimento dei prodotti fitosanitari e

dei loro contenitori sia correttamente eseguita;

m. prevedere la difesa a basso apporto di prodotti fitosanitari delle colture agrarie, al fine di

salvaguardare un alto livello di biodiversità e la protezione delle avversità biotiche delle piante,

privilegiando le opportune tecniche agronomiche;

n. prevedere un incremento delle superfici agrarie condotte con il metodo dell’agricoltura biologica, ai

sensi del regolamento (CE) 834/2007 e della difesa integrata volontaria (legge n. 4 del 3 febbraio

2011);

o. individuare indicatori utili alla misura dell’efficacia delle azioni poste in essere con il Piano e

favorire un’ampia divulgazione dei risultati del relativo monitoraggio

 

Art. 3 - Protezione "Gruppi Vulnerabili e Ambiente"

Nel quadro delle norme europee, nazionali e regionali le disposizioni del presente Regolamento mirano,

per quanto di competenza, ad assicurare la tutela:

a. dei «Gruppi vulnerabili» art.3 Regolamento CE/1107/2009, Definizioni - punto (14):

le persone che necessitano di un’attenzione particolare nel quadro della valutazione degli effetti

acuti o cronici dei prodotti fitosanitari sulla salute. Tale categoria comprende le donne incinte e in

allattamento, i nascituri, i neonati e i bambini, gli anziani, i lavoratori e i residenti fortemente

esposti ai pesticidi sul lungo periodo

b. dell'ambiente, ovvero delle acque (sotterranee, di superficie, di transizione), i sedimenti, il suolo,

l'aria, il territorio, le specie della flora e fauna selvatiche e le loro interrelazioni, nonché le relazioni

con altri organismi viventi, ovvero, assicurare la "biodiversità"

c. si applicano le prescrizioni contenute nel DGR 1262/2016 Regione Veneto, nelle aree individuate dal

PAN A.5.4; A.5.5; A.5.6, A.5.6.1; A.5.6.2 e nelle aree adiacenti ad esse.

d. Individuazione delle aree comunali frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili, come

indicato nell'allegato B art.5 del DGR 1262/2016

 

Capo II - Tutela del paesaggio

 

Art. 4 - Ambiti di tutela

Sono sottoposti a tutela i seguenti ambiti del paesaggio agrario comunale:

a. i corridoi ecologici: (DA DEFINIRE NEL PAT/PRG o simili)

b. aree coltivate non ricomprese nel punto precedente.

c. altre aree di interesse naturalistico e turistico.

 

Art. 5 - Divieti

1. Al fine di tutelare l'integrità ecologica del paesaggio agrario negli ambiti di cui alla lettera a) del

precedente art. 4:

a. Sono vietate le trasformazioni a vigneto, frutteto e altre colture intensive in genere. E' ammesso il

cambio colturale da seminativo a prato, prato arborato o bosco ceduo/alto fusto;

b. Non sono ammessi disboscamenti e trasformazioni di prati e prati arborati in seminativo;

2. In tutti gli ambiti del paesaggio agrario comunale:

a. È vietata la soppressione di canali e scoline;

b. Tutti i movimenti terra, scavi, ripristini e modifiche del sistema idraulico, ancorché finalizzati alla

reintroduzione di colture compatibili con le prescrizioni e i divieti delle singole zone, sono subordinati

all'ottenimento di un permesso di costruire ai sensi del D.P.R. 380/2001 e relativo apparato

sanzionatorio.

3. La violazione dei precetti di cui al comma l, se non diversamente sanzionata a norma delle

disposizioni di cui al D.P.R. 380/2001, comporta, in aggiunta alla sanzione amministrativa

pecuniaria prevista dal presente Regolamento.

 

Art. 6 - Interventi ammessi

1. Per le preminenti ragioni di tutela degli assetti idrogeologico ed idraulico e delle caratteristiche

ecologiche del territorio comunale, negli ambiti di cui alla lettera b) del precedente art. 4,

l'attivazione di interventi di impianti o di reimpianto di coltivazioni perenni quali vigneti e frutteti è

subordinata al nulla osta dell'Autorità Comunale previa presentazione di relazione dettagliata delle

attività agrotecniche che si intendono svolgere.

2. In caso di nuova piantumazione o di reimpianto di vigneto o frutteto in area di pregio vitivinicolo,

(come individuata dal proprio Piano Regolatore), deve essere mantenuta una distanza di metri 30 dai

fabbricati e dalle aree edificabili.

3. Nel caso di nuovi impianti o reimpianti di vigneti e frutteti dovrà essere piantumata una siepe arboreo

arbustiva lungo il confine con edifici e nuclei residenziali, piste e percorsi pedonabili e/o ciclabili,

percorsi turistico ambientali, parchi e giardini pubblici, campi sportivi e aree ricreative, cortili delle

scuole e parchi gioco per bambini, nonché nelle aree in cui sono ubicate strutture sanitarie o socio

assistenziali. Tali siepi dovranno essere realizzate a 1,5 m di distanza dal confine di proprietà ed avere

un’altezza minima di 3 metri e spessore adeguato (come da c.c.)

4. La realizzazione di nuove piantumazioni o reimpianti di vigneti e frutteti, negli ambiti di cui alla

lettera b) del precedente art. 4, deve prevedere opere di mitigazione e compensazione pari al 15%

della superficie dedicata alla coltivazione mediante la realizzazione di siepi, boschetti e aree da

mantenersi a prato stabile.

5. Le opere di mitigazione devono essere realizzate prioritariamente a difesa dei gruppi vulnerabili, dei

corsi d'acqua e della pubblica viabilità.

6. I filari dei vigneti e dei frutteti o di altre coltivazioni arboree ed erbacee, di nuovo impianto o

reimpianto, siano provvisti o meno di pali di sostegno e di tiranti, che necessitano o meno di trattamenti

fitosanitari, disposti sia parallelamente che perpendicolarmente alle aree sensibili o specifiche ed ai

corpi idrici, devono essere posti a una distanza non inferiore a metri 6 dal bordo esterno del confine

stradale.

7. Le distanze di cui al comma 6 del presente articolo, vengono raddoppiate in adiacenza ad aree

particolarmente sensibili così come specificate all'articolo 3.

8. La violazione del precetto di cui al comma 4 del presente articolo comporta, in aggiunta alla

sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal presente Regolamento, l'applicazione della sanzione

amministrativa accessoria ai sensi del successivo art. 27.

 

CAPO III - Interventi fitoiatrici

 

Art. 7- Deriva di prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti

1. I trattamenti dei terreni e delle colture con prodotti fitosanitari ed ad azione erbicida debbono essere

effettuati in modo che non ci sia deriva delle sostanze impiegate sui fondi non interessati alla

coltura trattata, quali coltivazioni biologiche o biodinamiche e specialmente sui luoghi sensibili

frequentati dai gruppi vulnerabili.

2. è vietato irrorare passanti, ciclisti ed animali in transito sulle strade pubbliche o di uso pubblico

3. Qualora, nonostante l'adozione delle misure precauzionali imposte dal presente Regolamento e dalle

altre norme in materia, si verificasse una immissione di prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti in

aree sensibili, l'autore del trattamento deve segnalare immediatamente il fatto, comunicando agli

interessati il nome dei formulati commerciali impiegati, nonché la classe tossicologica ed i tempi di

carenza degli stessi.

 

Art. 8 - Tutela delle aree destinate all'esercizio di attività agricole biologiche.

1. L'agricoltura biologica è definita e regolamentata dalle disposizioni in materia emanate a livello

comunitario, Regolamenti CE/834/07, CE/889/08, CE/271/2010

2. Gli utilizzatori di prodotti fitosanitari in agricoltura convenzionale/integrata sono tenuti ad adottare

ogni cautela per evitare che, irrorando colture attigue a terreni coltivati secondo gli

indirizzi dell'agricoltura biologica, si verifichino sconfinamenti della sostanza impiegata a danno

della coltura biologica.

3. (l'unica strada è premiare solo chi passa al biologico, con i fondi PSR, mentre chi continua con

la lotta integrata, obbligatoria dal 01/01/2014, non deve percepire nessun aiuto economico)

 

Art. 9 - Irrorazione con prodotti fitosanitari in presenza di vento.

1. E' fatto divieto di irrorare prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti in presenza di vento con velocità

dell'aria superiore a 2,5 - 3 m/sec, "da 9 a 10,8 Km/ora", (DGR 1262/2016). La velocità del

vento deve essere misurata alla massima altezza del getto del prodotto fitosanitario.

2. Nel caso di impiego di irroratrici a tunnel con recupero della deriva, è ammesso il trattamento delle

colture arboree con prodotti fitosanitari in presenza di vento con velocità dell'aria sino a 5 m/s.

3. E’ fatto obbligo di installare un anemometro sulle macchine agricole utilizzate per gli interventi di

irrorazione con prodotti fitosanitari, altrimenti come si misura la velocità del vento?

 

Art.10 - Divieti in tutto il territorio comunale

Dalla data di esecutività del presente Regolamento, in tutto il territorio comunale è

vietato l'uso di prodotti fitosanitari e ad attività erbicida:

1. classificati T+ (molto tossici) e T (tossici), con principi attivi o coformulanti, definiti nel

regolamento CE/1272/2008, in etichetta o nella Scheda di Sicurezza, con le seguenti frasi di

pericolo: H300, H310, H330, H301, H311, H331.

2. classificati Xn con frasi di rischio relative ad effetti cronici sull'uomo, definiti nel regolamento

CE/1272/2008, in etichetta o nella Scheda di Sicurezza, con le seguenti frasi di pericolo:

H304, H340, H341, H350, H351, H360, H361, H362, H370, H371, H372, H373.

3. i prodotti contenenti il principio attivo glyphosate sono vietati o revocati nei decreti 9 agosto

2016 e 16 agosto 2016 del Ministero della Salute (vedere art.11 punto 3)

 

Art.11 - Impiego di prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti nei centri abitati, sulle strade pubbliche o di uso pubblico e nei luoghi frequentati dai "gruppi vulnerabili".

1. Nei centri abitati, nei parcheggi pubblici o ad uso pubblico, nei parchi e giardini pubblici, campi

sportivi e aree ricreative, aree cimiteriali, cortili delle scuole e parchi gioco per bambini, nonché

nelle aree in cui sono ubicate strutture sanitarie o socio assistenziali, sulle strade pubbliche e ad uso

pubblico, sui marciapiedi e sulle piste ciclabili e nei luoghi non indicati in precedenza, ma

frequentati dai gruppi vulnerabili, non possono essere utilizzati prodotti fitosanitari, contenenti

principi attivi e loro coadiuvanti classificati in base al vigente regolamento CE/1272/2008, che

riportino in etichetta o nella Scheda di Sicurezza, le seguenti frasi di pericolo: H300, H301, H302,

H304, H310, H311, H312, H314, H315, H317, H318, H319, H330, H331, H332, H334, H335,

H340, H341, H350, H351, H360, H361, H362, H370, H371, H372, H373.

2. Per il diserbo, il PAN A.5.4; A.5.5; A.5.6; A5.6.1; A.5.7; A.5.8 sono da privilegiare misure di

controllo biologico, trattamenti con prodotti a basso rischio come definiti nel Regolamento (CE)

1107/09 e con prodotti contenenti sostanze attive ammesse in agricoltura biologica, come previsto

dai Regolamenti CE /837/07 e CE /889/08.

3. decreto 9 agosto 2016 e 16 agosto 2016 del Ministero della Salute:

a. Art.1 - "revoca dell’impiego nelle aree frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili di

cui all’articolo 15, comma 2, lettera a ) decreto legislativo n. 150/2012 quali: parchi, giardini,

campi sportivi e aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno di plessi scolastici, aree gioco per

bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie;"

pertanto, a decorrere dal 22/08/2016 non è più consentito (oppure è severamente vietato) l'uso

degli erbicidi contenenti il principio attivo glyphosate, nelle aree indicate dal PAN A.5.5 - A.5.6 -

A.5.6.1, A.5.6.2 per la gestione della flora infestante.

b. Nell'art.1 è revocato anche il seguente uso agricolo del principio attivo glyphosate:

- revoca dell’impiego in pre-raccolta al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura;

c. art.2 decreto 9 agosto 2016 Ministero della Salute

"A decorrere dal 22 agosto 2016 è revocata l’autorizzazione all’immissione in commercio ed

impiego dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate ed il coformulante ammina di

sego polietossilata (n. CAS 61791-26-2). L’elenco dei prodotti è riportato in allegato al presente

decreto."

I prodotti elencati nella tabella 1, allegata al decreto 16/08/2016, trascorsi 6 mesi dal 22/08/2016 non

potranno più essere utilizzati (così facendo c'è il divieto immediato degli erbicidi con il glyphosate).

 

Art. 12 - Fasce di rispetto e uso di atomizzatori e nebulizzatori sul territorio comunale

Nelle aree agricole, confinanti con le aree da tutelare, descritte nell'at.11 punto 1, ad ulteriore salvaguardia

dei gruppi vulnerabili, l'erogazione dei prodotti fitosanitari tramite:

I. atomizzatori e nebulizzatori per i trattamenti delle colture arboree quali vigneti e frutteti è

consentita solo a distanze superiori a metri 50 dai confini (1°fascia di rispetto)

II. irroratrici a barra per i trattamenti erbicidi e fitoiatrici dei terreni e delle colture erbacee è

consentita solo a distanze superiori a metri 30 dai confini (2°fascia di rispetto)

III. in queste fasce di rispetto dei 30 e 50 metri, possono venire utilizzate le irroratrici a tunnel con

recupero, con pressione inferiore a 10 bar e bassa velocità di avanzamento

IV. Ulteriori limitazioni previste, per tutti i sistemi di irrorazione, sono:

nelle fasce di rispetto dei 30 e 50 metri, è vietato l'utilizzo dei prodotti fitosanitari, con le frasi di

pericolo descritte nell'art.11 punto 1 il getto dell'irrorazione va sempre rivolto verso l'interno del campo da irrorare.

E’ vietato eseguire trattamenti da strade di uso pubblico, fatti salvi i trattamenti di igiene pubblica

In mancanza dell'irroratrice a tunnel con recupero, nelle fasce di rispetto dei 50 e 30 metri, si usa una

pompa a mano a bassa pressione, inferiore a 10 bar.

 

Art. 13 - Riduzione delle fasce di rispetto.

Non sono previste riduzioni, prima sperimentiamo il contenimento della deriva, poi si deciderà.

(riteniamo di non prevedere riduzioni delle fasce di rispetto in questa fase, successivamente

all’applicazione del regolamento si potranno valutare eventuali variazioni).

 

Art. 14 - Irrorazione con mezzi aerei.

1. L'irrorazione aerea è vietata.

2. L'irrorazione aerea può essere autorizzata, in deroga, per contrastare un'emergenza fitosanitaria

accertata dall'Unità Periferica per i Servizi Fitosanitari del Veneto territorialmente competente, solo

nei casi in cui non siano praticabili modalità di applicazione alternative dei prodotti fitosanitari.

Durante le operazioni di irrorazione devono essere sempre escluse le zone sensibili, quali le

abitazioni, gli allevamenti di bestiame, api e pesci, i terreni agricoli ove si pratichi l'agricoltura

biologica o biodinamica, i corsi d'acqua e le strade aperte al traffico.

3. L'esecuzione dell'irrorazione aerea è comunque vietata nelle aree di salvaguardia delle acque

destinate al consumo umano e nelle aree naturali "minori" protette.

 

Art. 15 - Irrorazione con prodotti fitosanitari, loro coadiuvanti ed erbicidi in prossimità di corpi idrici.

1. Nelle zone di rispetto delle opere di presa degli acquedotti pubblici, definite con le modalità

descritte all'art. 14 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque della

Regione Veneto (D.G.R. n. 107 del 05.11.2009), devono essere adottate le misure individuate

all'art. 15 delle stesse Norme Tecniche. I trattamenti fitosanitari nelle "aree di rispetto" possono

essere eseguiti solo sulla base delle indicazioni di uno specifico piano di utilizzazione, che tenga

conto delle colture, delle tecniche agronomiche e dalla vulnerabilità delle risorse idriche. In

mancanza di diversa delimitazione la zona di rispetto ha un'estensione di 200 metri di raggio dal

punto di captazione di acque sotterranee o di derivazione da acque superficiali.

2. Fatte salve le norme vigenti in materia di tutela delle acque potabili, in prossimità di fiumi ed altri

corpi idrici l'irrorazione con prodotti fitosanitari, relativi coadiuvanti e/o erbicidi può essere

effettuata solo nel caso in cui vengano adottate tutte le misure e le cautele atte ad evitare che il

prodotto irrorato raggiunga il corpo idrico e le sue immediate vicinanze e, comunque ad una

distanza non inferiore a metri 10 (l'ampiezza della fascia di rispetto non trattata viene misurata dal

margine esterno dell'area trattata al limite esterno della sponda del corpo idrico superficiale).

3. Ad ulteriore tutela dei corpi idrici superficiali, nei fondi coltivati ove avviene l'irrorazione di

prodotti fitosanitari ed erbicidi, è obbligo mantenere una fascia inerbita di metri 5, misurata dalla

sponda del corpo idrico.

 

Art. 16 - Accesso a fondi trattati con prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti.

1. A tutela della salute delle persone, l'accesso al fondo trattato con prodotti fitosanitari e loro

coadiuvanti, benché finalizzato all’esecuzione di operazioni colturali, può avvenire solo nel

rispetto del tempo di rientro previsto dall'etichetta del formulato commerciale. Se non indicato in

etichetta l’accesso è consentito dopo le 48 ore.

2. È fatto obbligo avvisare i vicini confinanti almeno 24 prima del trattamento, usando i mezzi di

comunicazione: email, sms, telefono, avviso cartaceo, o altro mezzo concordato.

3. Tutti i fondi che vengono sottoposti a trattamenti con prodotti erbicidi e fitosanitari in generale

devono essere segnalati, a cura di chi esegue il trattamento, con idonea cartellonistica (allegato II)

da esporre lungo il lato prospiciente l'eventuale viabilità pubblica o di uso pubblico. La

cartellonistica deve rimanere installata per tutta la durata del tempo di rientro del prodotto

impiegato, come da indicazioni riportate in etichetta. Se il tempo di rientro non è indicato in

etichetta il tempo da indicare nella cartellonistica è di 48 ore, come previsto nel PAN.A.5.6 del D.M

22/01/2014 che nell'art.5.6 prevede espressamente:

"E’ fatto obbligo di avvisare la popolazione attraverso l’apposizione di cartelli che indicano, tra

l’altro, la sostanza attiva utilizzata, la data del trattamento e la durata del divieto di accesso all’area

trattata. La durata del divieto di accesso non deve essere inferiore al tempo di rientro

eventualmente indicato nell’etichetta dei prodotti fitosanitari utilizzati e, ove non presente, nelle

aree frequentate dai gruppi vulnerabili non può essere inferiore a 48 ore"

Poiché avviene l'uso di più prodotti fitosanitari contemporaneo, è preferibile, sempre,

scrivere il nome commerciale del prodotto fitosanitario e/o il suo numero di registrazione.

Queste informazioni sono scritte nelle etichette, ma non sempre c'è il numero di registrazione.

 

Art. 17 - Limitazioni al trattamento delle piante con prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti in periodo di fioritura.

“Si riporta integralmente l'ordinanza del Sindaco di Caerano di San Marco”

Ai sensi della normativa vigente, in periodo di fioritura delle piante, è vietato effettuare trattamenti

antiparassitari e pesticidi (i cui principi attivi risultino tossici per gli insetti impollinatori), alle colture

legnose, erbacee e foraggere, quando le stesse siano in fioritura, dalla schiusa dei petali alla completa

caduta degli stessi, inoltre, qualora siano fiorite le sole piante erbacee sottostanti ai frutteti ed ai vigneti,

i trattamenti agli stessi sono ammessi previo sfalcio delle predette erbe e relativo asporto totale della

massa o, dopo che i fiori di tali erbe sfalciate si presentino completamente essiccati, in modo da non

attirare gli insetti pronubi.

 

Art. 18 - Distribuzione di esche avvelenate.

1. Tutti coloro che collocano esche avvelenate, quali rodenticidi, lumachicidi, ecc., in fondi o fabbricati

accessibili a terzi devono segnalare il pericolo esistente mediante idonei cartelli. (allegato II)

2. È vietato l’utilizzo di esche che contengano tra i propri componenti (Regolamento CE/1272/2008):

a. principi attivi e coformulanti che hanno effetti cronici sulla salute, con le seguenti frasi di pericolo,

indicate nell'etichetta o nella scheda di sicurezza, rappresentate dal "corpo che esplode": H304, H334,

H340, H341, H350, H351, H360, H361, H362, H370, H371, H372, H373

b. Principi attivi e coformulanti, con le seguenti frasi di pericolo, rappresentati dal "teschio & ossa

incrociate": H300, H310, H330, H301, H311, H331.

c. Principi attivi e coformulanti con la frase di pericolo H314.

 

Art. 19 - Compilazione Registro dei trattamenti.

L'utilizzo dei prodotti fitosanitari va annotato nel registro predisposto dalla Regione Veneto, ovvero nel

"Registro dei trattamenti con prodotti fitosanitari". Il registro va conservato presso l'ente o l'azienda dove

s'impiegano i prodotti fitosanitari; le schede hanno validità annuale e devono essere conservate per

almeno 3 anni. Al fine di rendere possibile il puntuale controllo, ogni registrazione relativa all'utilizzo

di prodotti fitosanitari dovrà avvenire entro 48 ore dalla esecuzione del trattamento; nel caso di

trattamenti effettuati da terzisti la compilazione del registro può essere eseguita dal possessore del

registro, sulla base dei dati riportati da chi esegue i trattamenti o dal terzista stesso, che apporrà anche

timbro e firma nel registro o rilascerà la scheda "E" debitamente compilata.

 

Art. 20 - Accensione fuochi nei fondi.

1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 22 del presente Regolamento, nei fondi e nel territorio

comunale in genere è vietato accendere fuochi.

2. È esclusa dal divieto di cui al comma 1 del presente articolo l’accensione di fuochi finalizzata alla

cottura di cibi o al riscaldamento di persone all’addiaccio, purché tale operazione sia controllata e

confinata, oppure avvenga nei luoghi deputati allo scopo (es. area barbecue).

3. La bruciatura nei fondi di teli, legacci, sacchi, imballaggi e rifiuti di qualsiasi natura, è punita come

smaltimento di rifiuti non autorizzato ai sensi della normativa vigente in materia di rifiuti.

 

Art. 21 - Abbruciamento di materiale vegetale prodotto nel fondo.

1. L’abbruciamento di materiale vegetale prodotto nel fondo è ammesso solo a fini fitosanitari nei casi di

necessità accertati dall’Unità Periferica per i Servizi Fitosanitari del Veneto territorialmente competente ed in ogni caso adottando tutte le precauzioni indispensabili per prevenire incendi e non arrecare danni o molestia a persone e cose.

2. Nei casi di cui al comma 1 del presente articolo, qualora si proceda all’accumulo di materiale

vegetale destinato all’abbruciamento, il cumulo dello stesso deve essere collocato ad una distanza minima di metri 100 dalle strade pubbliche, dai luoghi pubblici e dalle abitazioni.

3. Nei casi in cui sia impossibile l’accumulo del materiale vegetale infetto, come previsto al precedente comma 2, l’abbruciamento diffuso del materiale deve essere autorizzato dal Comune.

4. Il proprietario o l’utilizzatore del fondo deve assicurare la presenza ininterrotta di un adeguato

numero di persone maggiorenni durante lo svolgimento di tutte le operazioni di abbruciamento, fino al

completo spegnimento dei fuochi, onde evitare ogni pericolo di riaccensione.

5. Nelle giornate ventose, le operazioni di accensione e abbruciamento non sono consentite.

6. E’ vietato l’abbruciamento di materiale vegetale proveniente da piante sempreverdi.

7. In deroga al divieto di cui al comma 1, è consentita l’accensione dei falò tradizionali di carattere collettivo ed aggregativo, "Panevin" con le seguenti caratteristiche:

a. Devono tenersi solo il 5 gennaio (Panevin), con autorizzazione del Sindaco;

b. Devono avere carattere collettivo e aggregativo ed essere opportunamente rese note al pubblico;

c. Il cumulo deve avere un’altezza massima di 5 metri;

d. Il cumulo deve avere un diametro massimo alla base di 5 metri o comunque superficie di ingombro equivalente non superiore a 20 metri quadri;

e. Devono essere utilizzate solo ramaglie e legno vergine secchi, privi di fogliame e/o aghi verdi, ovvero con basso contenuto di umidità per limitare la fumosità;

f. Devono essere gestiti secondo le prescrizioni impartite dalla Questura di Treviso.

 

Art. 22 – Formazione del personale addetto all'applicazione.

1. E’ fatto obbligo formare ed aggiornare annualmente il personale della Polizia Locale e dell'ufficio

ambiente, sulle nuove leggi ambientali introdotte, sugli aggiornamenti del presente regolamento, sulla

classificazione e lettura delle schede tecniche e di sicurezza dei prodotti fitosanitari.

 

Capo IV- Sanzioni norme e procedimentali

 

Art. 23 - Disposizioni per l'accertamento e applicazione delle sanzioni amministrative.

1. Le trasgressioni agli obblighi e ai divieti sanciti dalle norme del presente Regolamento sono

accertate dagli Ufficiali ed Agenti di Polizia Locale . Se la violazione è compiuta da chi è soggetto all'altrui

autorità, direzione o vigilanza, incorre nelle sanzioni previste la persona rivestita dell'autorità o incarico

della direzione o vigilanza.

2. I privati cittadini che accertassero violazioni al presente regolamento potranno farne

comunicazione scritta alla Polizia Locale, indicando il proprio nome, cognome, residenza, data e luogo del

fatto, nominativo del trasgressore ed eventuale fotografia del reato, usando anche l'email.

3. NB: Per quanto non indicato nel presente regolamento, fare riferimento alle leggi 152/2006,

150/2012, D.M.22/01/2014, DGR 1262/2016 ed alle autorizzazioni ottenute per l'acquisto, il trasporto,

l'immagazzinamento e la manipolazione dei PF, rilasciate dalle ASL, Vigili del Fuoco, Forestale, cui

spetterà l'obbligo dei controlli periodici.

 

Art. 24 – Entrata in vigore.

1. Art. 11.3 – Recepimento decreti Ministero della Salute sul glyphosate in vigore dal 22 agosto 2016, i rimanenti articoli del presente regolamento entreranno in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione;

2. Tutte le disposizioni regolamentari del Comune che siano in contrasto od incompatibili con le

presenti norme sono e restano abrogate.

 

 

SUGGERIMENTI

 

Alternativa alle Sanzioni.

Normalmente i Comuni non dispongono del personale sufficiente e preparato a fare tutti i controlli

NB: Le sanzioni nel nostro ordinamento giudiziario non sono un deterrente sufficiente ad impedire i reati

ambientali. Nel caso che i Comuni si consorziassero per la gestione del "regolamento" invece delle sanzioni,

prevedere un articolo così compilato (in modo legale):

tutti i costi del ripristino ambientale ed i danni alle persone, animale e

cose, interamente addebitati a chi o coloro, persone od aziende, che hanno inquinato. Come previsto dal "Principio di precauzione comunitario" che prescrive "chi inquina paga"; è inutile far pagare una

modesta sanzione e poi spendere da 1000 a 10.000 volte denaro pubblico per il ripristino ambientale ed il pagamento dei danni, pubblici e privati.

 

Informazione preventiva e comunicazioni obbligatorie (relativo all'art.16)

Il DM.22/01/2014, nell'art.5.6 prevede espressamente:

"E’ fatto obbligo di avvisare la popolazione attraverso l’apposizione di cartelli che indicano, tra

l’altro, la sostanza attiva utilizzata, la data del trattamento e la durata del divieto di accesso all’area

trattata. La durata del divieto di accesso non deve essere inferiore al tempo di rientro

eventualmente indicato nell’etichetta dei prodotti fitosanitari utilizzati e, ove non presente, nelle

aree frequentate dai gruppi vulnerabili non può essere inferiore a 48 ore"

Poiché avviene l'uso di più prodotti fitosanitari contemporaneo, direi che è preferibile, sempre,

scrivere il nome commerciale del prodotto fitosanitario e/o il suo numero di registrazione.

Queste informazioni sono scritte nelle etichette, ma non sempre c'è il numero di registrazione