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INTERPELLANZE PRESENTATE NEI CONSIGLI COMUNALI

Castelfranco Veneto, 16/10/2017

 

INTERROGAZIONE

 

Oggetto: PRESENZA DI PFAS NELLE ACQUE SOTTERRANEE NEL COMUNE DI RIESE PIO X

 

Premesso che:

i PFAS sono sostanze perfluoro-alchiliche utilizzate principalmente per rendere impermeabili

carta, stoffe e stoviglie; esse sono presenti nel teflon per le pentole, nel goretex per i tessuti,

negli involucri alimentari, lo troviamo praticamente ovunque; le stesse sostanze hanno

anche un'importanza strategica per l'industria militare e farmaceutica. Sono composti

fluorurati del carbonio: si chiamano “a catena lunga” quelli con 8 atomi di carbonio, “a catena

corta” quelli con 4 atomi di carbonio. Non sono biodegradabili e sono bioaccumulabili;

la comunità scientifica nazionale e internazionale sostiene da tempo che l’esposizione ai

contaminanti presenti nell’aria, acqua, cibo e suolo può avere effetti nocivi sulla salute

umana e che la salvaguardia della qualità dell’ambiente in cui si vive consente di ridurre i

fattori a rischio per la salute umana. Si tratta di composti che, pur avendo scarsa tossicità

acuta e cronica, come specificato dall’IRSA, hanno effetti principalmente di natura

sub-letale, comportandosi da interferenti endocrini del metabolismo dei grassi, causando

rischi per la catena alimentare e avendo sospetta azione estrogenica e cancerogena perchè

dotati di elevata persistenza nell’ambiente e possono essere trasportate per lunghe distanze

dalla matrice acqua, con pesanti impatti anche sulle altre matrici ambientali. Le sostanze

perfluoroalchiliche hanno una dimostrata azione cancerogena sugli animali e probabilmente anche sull’ uomo.

La contaminazione da PFAS delle matrici ambientali, in particolare le acque interne

superficiali e di falda, ha purtroppo raggiunto un livello allarmante soprattutto nel Veneto,

interessando un’area di circa 180 Kmq (dato ARPAV 2015) con la compromissione della

seconda falda freatica più grande ed importante d’Europa, la falda di Almisano;

le provincie al momento maggiormente coinvolte sono quelle di Vicenza, Verona, Padova e

Rovigo, con 70 Comuni interessati e circa 250.000 persone che saranno sottoposte ad

analisi mediche, mentre dai primi esiti del biomionitoraggio condotto dall’Istituto Superiore di

Sanità di concerto con la Regione Veneto su un campione della popolazione esposta ai

PFAS, 60mila residenti nelle zone a maggior impatto risultano già contaminate;

 

 

Considerato che:

Arpa Veneto nel periodo compreso tra il 02/07/2013 e il 14/03/2016 ha effettuato una serie di

rilevamenti su campioni di acque - prelevati e analizzati sempre da ARPAV - ordinati per

Provincia, Comune e data del prelievo, veniamo a conoscenza che, il campione prelevato

in un pozzo a Riese Pio X in data 27/07/2016 (foglio excel n.1001 sotto inserito) si ha un valore di 3875 ng/l di PFBA (Acido Perfluoro Butanoico), di 816 ng/l di PFPeA (Acido Perfluoro Pentanoico), di 4880 ng/l di PFBS (Perfluoro Butan Sulfonato), di 8040 ng/l di PFOA (Acido Perfluoro Ottanoico) etc etc

 

Chiediamo al Sig. Sindaco e alla giunta che:

sia data risposta del rilievo effettuato scoprendo la fonte dell'inquinamento o dell’origine del

dato facendovi notare che l’inquinamento in falda a Nord di Castelfranco potrebbe arrivare anche nel nostro comune.

 

Grazie

 

Link per il recupero dei dati analizzati da ARPAV http://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/open-data/idrosfera/concentrazione-di-sostanze-perfluoroalchiliche-pfas-nelle-acque-prelevate-da-arpav

Link diretto al documento: http://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/open-data/file-e-allegati/pfas/PFAS_in_acque_2017_07_04.ods

Allegato in PEC il documento.

 

INQUINAMENTO E BONIFICHE

 

Interrogazione su ex Colortex

(risposta nel consiglio comunale del 24 Novembre 2017)

 

Sono anni che la ex Colortex situata in via del Lavoro a Castelfranco Veneto è fallita lasciando uno stabilimento enorme a deperire.

Come dimostrano le foto allegate, siamo in presenza di centinaia di mq di tetti in amianto, rifiuti non ben identificati a cielo aperto, vasche di contenimento di cui non sappiamo il contenuto e lo stato di pericolosità qualora sversino.

Si tratta di un’area di circa 31.000 metri quadri, sulla quale dagli anni ‘60 al 2008 era attiva una tintoria tessile. E’ stato eseguito un piano di indagine preliminare (ottobre-novembre 2012), dal quale sono emersi nei terreni superamenti dei limiti, di cui al decreto legislativo n.152/06, colonna B, per quanto riguarda idrocarburi leggeri e pesanti, nonché superamenti dei limiti di colonna A, per

quanto riguarda dicloroetilene, CVM, tricloroetilene e tetracloroetilene.

Nelle acque sono stati rilevati superamenti per alcuni composti alifatici clorurati, in particolare, di tetracloroetilene, nonché concentrazioni elevate di manganese. In data 26 marzo 2013 è stato comunicato l’avvio della messa in sicurezza dell’area (MISE), tramite un sistema di pump & treat a carboni attivi.

 

Interroga il Sig. Sindaco e la Giunta di Castelfranco Veneto

A.Il Comune si è mai interessato al problema?

B.Il Comune ha mai fatto o fatto fare ispezioni in loco recentemente?

C.Il Comune ha già intrapreso azioni per risolvere i problemi legati alle bonifiche dell’amianto e allo smaltimento dei rifiuti inquinanti nell’area interessata?

D.Sono state verificate recentemente le contaminazioni nei terreni adiacenti e nelle falde?

E.Esiste un piano Comunale che prevede lo smaltimento dell’amianto e di altri inquinanti in tempi rapidi?

F.C'è anche una cabina elettrica. I trasformatori? Se qualche ladro ha aperto per rubare il rame potrebbe aver sversalo l'olio che probabilmente contiene PCB (Policlorobifenili), sostanze altamente inquinanti; è mai stato appurato questo problema?

G.Quali sono le linee del Comune in merito ai problemi sopra riportati, che possono riguardare anche altre situazioni analoghe?

H.Qualora il problema fosse stato già avvisato e passato di competenza alla Regione, quali sono le azioni che la Regione Veneto ha intrapreso e quando saranno effettuate le bonifiche?

 

Considerato che il sito si trova nell’area del bacino scolante della laguna di Venezia, riteniamo responsabili il Comune di Castelfranco Veneto, la Regione Veneto e i proprietari o ex proprietari della suddetta azienda, di tutti i problemi legati alla salute umana, animale e ambientale che hanno provocato e stanno provocando.

PRESENTAZIONE DEL PIANO DI POLIZIA RURALE

 

Giovedì 8 giugno ore 18.30 Commissione Ambiente presso la sala consigliare del municipio di Castelfranco Veneto

(visibile anche in streaming sul canale youtube del comune).

 

Sarà presente in audizione il presidente del WWF Alto Trevigiano Gilberto Carlotto.

 

Motivo?

Attuare il PIANO DI POLIZIA RURALE presentato dal Movimento 5 Stelle di Castelfranco V.to in collaborazione con WWF, Lega Ambiente, Libera di Don Ciotti, Ass. Fare Rete, attualmente assente nel regolamento del comune di Castelfranco Veneto.

 

Cos'è un Piano di Polizia Rurale?

E' un insieme di direttive per la TUTELA DELLA SALUTE UMANA E DELL'AMBIENTE.

Il Regolamento di polizia rurale propone di raggiungere i seguenti obiettivi generali, al fine di ridurre i rischi associati all’impiego dei prodotti fitosanitari:

1. ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull'ambiente e sulla biodiversità;

2. promuovere l'applicazione della difesa integrata, dell’agricoltura biologica e di altri approcci alternativi;

3. proteggere gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari e la popolazione interessata;

4. tutelare i consumatori;

5. salvaguardare l'ambiente acquatico e le acque potabili;

6. conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi.

 

Leggi il piano di polizia rurale presentato

Castelfranco V. Maggio 2017

 

INTERROGAZIONE

 

PREMESSO

Che in data sabato 13 maggio , in occasione del sorvolo aerei storici e alla sfilata della banda alpini ,

che in data domenica 21 maggio , in occasione del “maggio motori” ,

dai social network risulta evidente da numerosi post e video postati , di cui si ha traccia,

che alcune persone hanno goduto di posizione privilegiata dalla torre di Giorgione , lato nord est.

Che tale torre è stata negata anche alla stampa, per motivi di “ mancanza dei parametri di sicurezza”,

che tale torre è stata oggetto in passato (c.c. n°30 del 06/06/2014 ) di analoga interrogazione , che ha portato non pochi strascichi in consiglio , tanto di chiedere la revoca di un assessore che era salito in torre con dei familiari .

che per tale torre per potervi accedere , a detta per vie brevi dai lavori pubblici, si deve nell’ordine

a)Essere un associazione e presentare formale domanda

b)Essere “ persona importante”

c)Chiedere direttamente al sig. Faleschini Sandro

 

INTERROGA

Il signor Sindaco per sapere se :

la torre in questione fosse aperta al pubblico nei giorni in questione, e quali fossero le garanzie di sicurezza, pubblica incolumità e di igiene; a quale titolo alcune persone abbiano potuto salirvi, e se con autorizzazione preventivamente presentata .

Quale e quando sia stato dato mandato al sig. Faleschini Sandro di gestire le aperture della torre a “sua” discrezione, e con quale compito.

Se la torre dopo la proposta da parte di uno sponsor di “ripulirla” dal guano , (proposta rifiutata) , abbia avuto un seguito o meglio sia stata messa in atto da chi si era preso l’incarico . ( vedere i verbali c.c.)

Se la torre abbia un suo regolamento o venga utilizzato a discrezione degli eventi e degli amici , in tal caso , mi consenta , le regole dovrebbero valere per tutti .

Il sottoscritto chiede che la presente interpellanza venga iscritta all’ordine del giorno il prossimo consiglio comunale